Maggio
2006
IL BASSO VICENTINO, pag.
106
Un
fiore nel deserto del Messico. Una nuova ala del centro di accoglienza per
malati di aids è stato realizzato con il lavoro di un gruppo di volontari di
alcuni Comuni della Riviera Serica: Longare,
Castegnero, Nanto, Mossano,
Barbarano e Sossano.
COMUNITA’ DI ACCOGLIENZA
PER AMMALATI DI AIDS A CIUDAD IN MESSICO
Il
primo nucleo di questa comunità "La tenda di Cristo n.16",
legata al movimento delle Tende creato a Cremona dal padre camilliano
don Francesco Zambotti, era già stato realizzato
quattro anni fa da volontari trentini. Un centro di assistenza per malati di
aids, ragazzi, orfani, ragazze madri e donne abbandonate, situato nel deserto
ai margini della città di Ciudad Juarez,
sul confine con gli Stati Uniti: una zona di transito della droga, piena di
malavita e prostituzione. Proprio per l'orribile visione di una prostituta
bambina, di otto anni, legata a una catena nell'attesa forzata del cliente, che
padre Zambotti ha voluto piantare qui una delle sue
Tende.
Dopo
il consolidamento del primo nucleo era nata l'esigenza di ampliare il centro
con la costruzione di un dormitorio per malati più gravi e un ambulatorio per
forme di assistenza di primo soccorso di base, e l'assistenza ostetrica per
persone che non possono andare in ospedale perché non sono in grado di pagare.
Le ragioni del rapporto della Riviera Berica con la
tenda n°16 sono dovute a due motivi: il forte legame
tra padre Francesco Zambotti e la comunità di Villaganzerla, e il fatto che a dirigere la Tenda 16 di Ciudad c'è Davide Dalla Pozza, un cittadino di Longare.
Con
la mobilitazione del comitato "Solidarietà...in comune" che unisce
insieme Longare, Castegnero e Nanto
si è tenuto a Longare un concerto con i Modena City Ramblers per una
raccolta di fondi, poi da privati cittadini, da istituti di credito locali e da
altre iniziative personali come la vendita di prodotti artigianali e lotterie
dei ragazzi ospiti della Tenda 16. Nel complesso, per finanziare l'opera in
Messico sono stati messi insieme 140 mila euro. In base alle necessità espresse
da padre Francesco Zambotti e Davide Dalla Pozza,
dalle indicazioni del progettista locale si è sviluppato nei dettagli il
progetto a Villaganzerla. A fine
mese la prima squadra di volontari era già pronta.
PONTE AEREO TRA VICENZA
ED IL MESSICO
In
soli tre mesi è stato elaborato il progetto e poi gran parte del lavoro con un
ponte aereo di volontari tra Vìcenza e il Messico.
Ventuno volontari tra muratori, idraulici, elettricisti, carpentieri,
imbianchini, organizzati in tre turni da sei a nove persone che si sono
alternati nell'arco dei due mesi di agosto e settembre. Poi, una
volta messo in moto la ruota della solidarietà, qualche piccolo sostegno
è arrivato anche da volontari locali e dal Comune di Ciudad
che ha messo a disposizione le escavatrici e l'autogrù. Alcuni imprenditori
della zona poi visto il lavoro di questi volontari italiani hanno partecipato
fornendo un po' di materiali.
Per
il resto hanno dovuto arrangiarsi in tutto e per tutti i volontari portandosi appresso
gran parte dell'attrezzatura: dalla cazzuola al martello, le smerigliatrici,
troncatrici, motoseghe, pialle, oltre che il cibo. Valigie cariche di materiali
e vivande all'andata e riportate al ritorno piene di
prodotti artigianali da vendere nei mercatini della solidarietà qui da noi. In
cinquanta giorni traducibili in 3500 ore di lavoro volontario, è stato
realizzato un centro di accoglienza con un dormitorio di 487 metri quadri. Un
magazzino di 70 metri e una piccola cappellina di 100
metri quadri. Tredici camere servite con bagno, un ambulatorio e una saletta
giochi per i bambini. Opera quasi completa con impianti elettrici e idraulici
alla quale mancava solo la posa delle piastrelle, il pavimento, i sanitari egli
intonaci esterni. Cosa realizzata durante il mese di gennaio con una nuova
spedizione di dodici volontari gran parte dei quali erano già stati durante la
scorsa estate. Insomma, altre 1500 ore di lavoro per la realizzazione
dell'allacciatura delle fognature, luce, acqua, gas, la posa delle piastrelle,
i bagni, la tinteggiatura e la revisione degli impianti del primo fabbricato.
A
conclusione dell'opera, ora, l'ultimo impegno della comunità della Riviera è
quello di poter essere presente per il giorno della inaugurazione della nuova
ala.