Sabato 28 ottobre 2006

IL GIORNALE DI VICENZA, pag. 24

 

ULTIMATA LA SCUOLA IN SUDAN

Spazio per 500 alunni grazie al comitato “Solidarietà in comune”

 

 

Il sindaco di Castegnero Giancarlo Campagnolo e l’assessore ai servizi sociali del Comune di Longare Laura Guidolin sono ritornati in Sudan per una nuova visita alla scuola realizzata dal comitato “Solidarietà in comune” creato sei anni fa dalle amministrazioni comunali di Longare, Castegnero e Nanto per promuovere attività di volontariato solidale nel territorio. La scuola, che sorge a Khartoum, è stata da poco ultimata e potrà accogliere, a pieno regime, anche 500 bambini, anche se al momento c’è spazio per 200

Il primo dei progetti messi in campo allora fu rivolto all’Africa con la progettazione e il finanziamento di un Centro di accoglienza a Jabarona, nel deserto alla periferia di Khartoum in Sudan, per gli orfani, figli dei profughi della guerra civile. Un progetto sollecitato dalla presenza in quell’area di suor Lina Costalunga, missionaria comboniana originaria di Castegnero.
Nell’ottobre 2002 iniziarono i lavori per la cinta muraria, le strutture primarie di accoglienza, le aule, l’infermeria, la cucina, i gabinetti, i magazzini e la costruzione del pozzo. Già nel 2004 fu possibile inaugurare una parte del Centro mentre nel 2005 è stato avviato il completamento delle aule, il salone per il riposo pomeridiano, la veranda esterna e il sistema di approvvigionamento idrico grazie alla Regione che ha stanziato un contributo di circa 42 mila euro.
Il Centro quindi è stato completato nei primi mesi di quest’anno e nelle scorse settimane una delegazione formata dal sindaco di Castegnero Giancarlo Campagnolo e l’assessore ai servizi sociali del Comune di Longare Laura Guidolin, si è recata a Khartoum per la verifica dei lavori e il recupero della documentazione necessaria per il bilancio conclusivo.
Un viaggio non certo agevole nel deserto, con il termometro che segnava 45 gradi all’ombra, ma comunque assai proficuo per il risultati raggiunti. Innanzitutto per il buon rapporto instaurato con l’ambasciatore italiano Lorenzo Angeloni e il console Laura Paganin i quali hanno messo a disposizione i loro uffici e i canali del ministero proprio per definire il quadro contabile della situazione e aiutare la delegazione italiana a districarsi tra documenti scritti in arabo e inglese.
L’ambasciatore è stato impressionato dal lavoro profuso da parte dei tre comuni italiani ed ha dichiarato il suo impegno per far conoscere a livello locale il progetto di Jabarona, auspicando una sua maggiore conoscenza e inviando a tal fine una lettera al presidente della Regione Giancarlo Galan.
La beneficiaria dell’opera che si chiama Backhita’s children center è l’arcidiocesi di Khartoum del cardinale Gabriel Zubeir Wako ed è curata dalle suore comboniane. Il Centro è stato costruito utilizzando esclusivamente mattoni, ed è dotato di serbatoi e rete idrica di distribuzione d’acqua potabile.
Complessivamente, dovrebbe accogliere 500 bambini dai tre ai sei anni. Oggi ce ne sono 200 e l’accoglienza è limitata nel corso della giornata dalle 7 alle 16, ma c’è la volontà di trasformarla in un’accoglienza permanente, e quindi, con un ricovero anche notturno. Tutto ciò sarà possibile grazie alla continuità dell’impegno dell’associazione “Solidarietà in comune” con il sistema delle adozioni a distanza.