Giovedì 24 Maggio 2007

IL GIORNALE DI VICENZA pag. 21

 

L’impianto è tra i più innovativi in Italia e unico nel suo genere in Veneto – Grande attenzione alle concrete ricadute sulle aziende locali del settori

IL CILIEGETO SPERIMENTALE, NON SOLO RICERCA…

 

Compie due anni proprio in questi giorni il Ciliegeto Sperimentale di Castegnero, impianto innovativo tra i pochissimi nel suo genere a livello nazionale e unico nel Veneto, patrocinato da Provincia Vicenza (che lo ha affidato al suo Servizio Fitopatologico), Camera di Commercio, Banca del Centroveneto, Amministrazione Comunale, Cooperativa Frutta Colli Berici e, dallo scorso anno, dall'Azienda agricola Iseppi che lo ospita e lo segue secondo le indicazioni degli esperti della Provincia, guidati da Sergio Carrara, ideatore e progettista.

A due anni dalla nascita di questa isola di ricerca e sperimentazione tra le colline di Castegnero, dunque, i risultati sono notevoli e così pure le prospettive di sviluppo: «A marzo di quest'anno - spiega Carrara - abbiamo concluso il secondo stralcio di lavori, che prevedeva il perfezionamento della struttura antibagnatura, uno dei capitoli di sperimentazione centrali nel nostro progetto. La bagnatura delle piante, infatti, può rappresentare un grave rischio per le coltivazioni perché può comportare la spaccatura del frutto e quindi il suo deterioramento. Al Ciliegeto, invece, abbiamo installato per ognLfilare una struttura a doppio spiovente, che consente all'acqua di scorrere sulle pareti e scendere trai filari, irrigando quindi come necessario, ma senza colpire direttamente la pianta, che oltretutto viene coltivata facendole assumere una forma simile a quella di un abete, in modo da rendere molto

più agevole la raccolta, abbassando la zona di produzione dei frutti. Questo tipo di protezione, come i coltivatori ben sanno, consentirebbe di portare avanti la maturazione delle ciliegie più di quanto talvolta non si faccia (per paura di veder distrutto il raccolto di una stagione a causa della pioggia), migliorando considerevolmente la qualità delle ciliegie sia sul fronte delle dimensioni e del colore sia su quello del gusto, dal momento che negli ultimi giorni di maturazione le ciliegie crescono molto e si arricchiscono di zuccheri. Inoltre, la copertura consentirebbe di procede alla raccolta anche sotto una pioggia battente, perché l'operazione avverrebbe al riparo».

L'altro fronte sul quale si opera al Ciliegeto Sperimentale di Castegnero è quello della ricerca delle varietà più adatte alla coltivazione nell'area comunale, mettendo alla prova le performances di qualità sia vecchie e quindi ben collaudate in altre zone, sia nuove, così da consentire ai coltivatori di avere una scelta quanto più possibile ampia nel campo della cerasicoltura: «Attualmente - spiega ancora Carraro - stiamo lavorando su dieci varietà affermate, soprattutto nel Veronese, e su tredici da valutare, sia nuove che vecchie, nominalmente interessanti».

Ma al Ciliegeto Sperimentale non si vuole fare ricerca fine a se stessa, per quanto importante. Il progetto è nato per dare una marcia in più all'economia agricola della zona, per superare la tendenza alla monocoltura vitivinicola e per ammodernare e ottimizzare una coltivazione storica a Castegnero quale quella della ciliegia; prioritaria è, di conseguenza, la "fattibilità" di quanto emerge dagli studi compiuti, la sua concreta realizzazione da parte delle aziende agricole: «Quest'anno ad esempio - spiega Carraro - alcune varietà sono entrate in produzione e così abbiamo iniziato un lavoro di raccolta dati mettendo a confronto la produttività di alcuni filari coperti dal sistema antibagnatura (che da ottimi risultati ma ha indubbiamente un costo impegnativo) e quella di altri non coperti, in modo da poter valutare il vantaggio economico effettivamente assicurato dal sistema rispetto alla coltivazione non protetta e, di conseguenza, i termini di ammortamento di un eventuale investimento da parte delle aziende agricole. Crediamo molto in questo progetto, soprattutto rivolgendoci agli imprenditori più giovani e quindi più aperti a un nuovo modo di intendere e gestire l'attività, dando loro il sostegno necessario a crescere in professionalità». Il Ciliegeto, inoltre, studia l'adattabilità di questa coltivazione in terreni altrimenti poco sfruttati in quest'area, come quelli più pianeggianti o ai piedi delle colline (la cosiddetta "unghia di ponte"): anche questa un'utile applicazione dell'impianto, che può avere significative ricadute sull'economia della zona.